03 febbraio 2020

Vorrei fare una domanda sulla sezione "Neologismi" dell'Enciclopedia perché mi serve per la mia tesi. Vorrei sapere, se è possibile, qual è il criterio che si segue per l'introduzione di questi neologismi nella pagina web, cioè se si segue qualche regola per accettarli o rifiutarli e per includerli o no, o se al contrario, si includono tutti i neologismi che si trovano.

Esistono due diciture “Neologismi” nel portale Treccani.it: 1. Banca dati di occasionalismi e possibili neologismi incipienti rintracciati nei quotidiani e nelle riviste cartacei e pubblicati ogni settimana (link). Compaiono la parola e il passo tratto dall’articolo di giornale in cui è attestata la parola (segue indicazione della testata e della data). Come dire: abbiamo preso queste farfalle e le mettiamo qui sotto pubblica teca. Non c’è definizione, non c’è commento, non c’è nessuna presa di posizione: non è a questo che serve la sezione. 2. All’interno del Vocabolario Treccani.it e reperibili tramite interrogazione diretta, si trovano anche occasionalismi e neologismi incipienti o affermatisi come tali negli ultimi vent’anni. Come nel caso di pentastellato (link), sono stati inseriti perché godevano di sufficienti attestazioni (almeno due, distanziate nel tempo e provenienti da fonti diverse) reperite in giornali e siti di informazione e la loro registrazione dava conto di meccanismi endogeni di arricchimento lessicale della lingua (formazione delle parole e delle polirematiche, prestiti di varia tipologia; dialettalismi e regionalismi). Lemmatizzate, parole e locuzioni vengono definite e contestualizzate grazie alla citazione pertinente del testo in cui sono state rinvenute.


© Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata

0