10 ottobre 2022

Cose dell’altro mondo. Pirandello e Dante

 

Annamaria Andreoli

Cose dell’altro mondo. Pirandello e Dante

Roma, Salerno Editrice, 2022

 

Per la collana «Piccoli saggi» della Casa romana di Enrico Malato — diretta da Giulia Mastrangeli, Saverio Ricci ed Emilio Russo — Annamaria Andreoli (già docente di Letteratura italiana negli atenei di Bologna e della Basilicata; collaboratrice ai lavori dell’Edizione nazionale dell’opera omnia di Luigi Pirandello; già presidente del Vittoriale degli Italiani e dell’Istituto di Studi Pirandelliani di Roma), non che porsi alla ricerca dei dantismi nell’opera pirandelliana, come lascia intendere il sottotitolo, inanella — con un linguaggio terso, affabile, totalmente alieno da inutili tecnicismi — una serie di dati e aneddoti altrettanto deliziosi che poco noti sul fascino magnetico che la persona di Dante e il suo capolavoro esercitarono sullo scrittore siciliano.

 

Così la quarta di coperta, vergata dalla stessa Autrice: «Sul tavolo di lavoro degli artisti della parola c’è un libro sempre aperto, il libro che li accompagna per tutta la vita. La Divina Commedia segue Pirandello ovunque. Dante è il Poeta e il Padre della patria, il creatore della nostra lingua e il pellegrino nei regni dove i morti parlano. Nell’opera di Pirandello, moderno pellegrino nel regno misterioso della creatività artistica, parlano i personaggi. Personaggi che fanno ressa intorno all’autore: “alcuni … balzano davanti agli altri e s’impongono con tanta petulanza e prepotenza, ch’io mi vedo costretto qualche volta a sbrigarmi di loro lì per lì. Parecchi mi si raccomandano per aver accomodato chi un difetto e chi un altro”. La scena è già vista nel Purgatorio (VI 5-9), quando i morti circondano Dante e cercano di sopraffarsi a vicenda, di scalzare il vicino per avere la meglio nel ricevere udienza. Dante “dalla calca si difende”. Un vero assedio: “qual va dinanzi, e qual di retro il prende, / e qual da lato li si reca a mente / … e questo e quello intende”. In Cose dell’altro mondo assistiamo al faccia a faccia tra Pirandello e quel suo doppio d’eccezione che per lui è Dante, come emerge anche dalle note di commento che lo scrittore agrigentino ha steso di suo pugno in margine alla Divina Commedia».

 

Questo l’incipit del telegrafico scritto introduttivo: «Un secolo fa, quando si commemorava solennemente il sesto centenario della morte di Dante, Luigi Pirandello non mancò di intervenire da artista. Da artista giunto da poco al successo ma, specie con il teatro, in modo prorompente, tale da travalicare i confini nazionali. Subito tradotto e rappresentato in Europa e in America, Sei personaggi in cerca d’autore, commedia che debutta giusto nell’anno celebrativo, racchiude come uno scrigno vari omaggi danteschi che molto suggeriscono sui rapporti che lo scrittore da sempre intrattiene con la Divina Commedia. E intanto, appunto nella definizione del personaggio come entità misteriosamente vitale egli si riferisce alla doppia esistenza di alcuni personaggi che Dante incontra durante il suo viaggio nell’aldilà. Qual è lo status animarum post mortem? Non uguale per tutti. Perché certi peccatori si macchiano di nefandezze così enormi che la loro anima si trova già all’Inferno mentre il loro corpo continua tra i vivi un’esistenza solo apparente. Dunque una specie particolare di doppiezza: coloro che restano vivi ma in realtà sono morti. // Qual è lo status del personaggio pirandelliano sul palcoscenico? L’arte l’ha creato in modo da renderlo vero ma irreale. Lo dice, e proprio in termini danteschi, il personaggio-alfa che guida il gruppo dei Sei: siamo “esseri vivi, più vivi di quelli che respirano e vestono panni! Meno reali, forse; ma più veri!”» (p. 7).

 

In 52 brevi capitoli Annamaria Andreoli cerca le orme di Dante in tutta la carriera letteraria dell’Agrigentino, dai carteggi giovanili alle opere della maturità, dai tempi della scuola alle lezioni di stilistica da lui tenute alla Facoltà romana di Magistero dal 1898 al 1922, offrendo al lettore notizie biografiche di estremo interesse: non tutti sanno che la Commedia era pane quotidiano non solo per il giovane scrittore, ma per tutta la sua famiglia: genitori, fratelli e zii la conoscevano a menadito; che uno dei primi scritti del liceista Pirandello concerne la figura di Beatrice e che esiste un’edizione della Commedia annotata da Pirandello, oggi custodita presso l’Istituto di studi pirandelliani insieme ad alcuni “foglietti” autografi — riprodotti e trascritti in Appendice — stesi a scopo didattico: «L’assoluta noncuranza nei confronti del proprio laboratorio, la sistematica distruzione delle carte preparatorie, di numerose stesure manoscritte e finanche della corrispondenza, rendono questi “foglietti” preziosi, sfuggiti casualmente — sembra — all’occultamento di ogni traccia di un’operosità prodigiosa su tutti i fronti. […] Da quanto emerge dagli appunti relativi ai canti XXIII e XXIV del Purgatorio, il nostro professore d’eccezione fa certo capo al fervore di una moltitudine di studiosi volti a delucidare le terzine dantesche senza però eleggerne nessuno in particolare. Egli preferisce stendere di propria iniziativa, per maggiore efficacia, lo schema di un commento linguistico e stilistico, da completare a viva voce, non perdendo mai di vista il contesto narrativo» (p. 175).

 

Riferimenti bibliografici

Annamaria Andreoli, L’ABC della letteratura. Itinerario agevole nella poesia, nella prosa e negli altri linguaggi per analizzare e costruire il testo letterario, Firenze, Sansoni, 1992.

 

Ead., Le biblioteche del fanciullino. Giovanni Pascoli e i libri, Roma, De Luca Editori d’Arte, 1995.

 

Ead., D’Annunzio archivista. Le filologie di uno scrittore, Firenze, Olschki, 1996.

 

Ead., Il vivere inimitabile. Vita di Gabriele D’Annunzio, Milano, Mondadori, 2000.

 

Ead., Poeti neoclassici dell Ottocento, Roma, Poligrafico dello Stato, 2004.

 

Ead., D’Annunzio, Bologna, Il Mulino, 2004.

 

Ead., I libri segreti. Le biblioteche di Gabriele D’Annunzio, Roma, De Luca Editori d’Arte, 2004.

 

Ead., Onde d’inchiostro. Marconi, D’Annunzio: storia di un’amicizia , Bologna, Abacus, 2004.

 

Ead., Il popolo autore nella «Figlia di Iorio» di Gabriele d’Annunzio, Avellino, Sinestesie, 2014.

 

Ead., Più che l’amore. Eleonora Duse e Gabriele D’Annunzio, Venezia, Marsilio, 2017.

 

Ead., Diventare Pirandello. L’uomo e la maschera, Milano, Mondadori, 2020.

 

 


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