08 marzo 2017

Premio Strega: l'amico, il riformatore, il presidente

di Valeria Della Valle*

 

Per ricostruire la storia che ha legato il nome di Tullio De Mauro al premio Strega bisogna risalire ai primi incontri di De Mauro, amico della domenica dal 1989, con Anna Maria Rimoaldi, erede di Maria Bellonci e indomita organizzatrice della Fondazione Bellonci e delle iniziative legate al premio. Quei primi contatti avevano messo insieme due personalità molto diverse per temperamento, cultura, storia, ma unite da alcune caratteristiche comuni: il totale disinteresse personale, il senso delle istituzioni, la curiosità nei confronti della narrativa come specchio e memoria della società e della lingua italiana, la fiducia nella scuola come luogo di conquista democratica del sapere e dei principi civili.

 

Il riordino del patrimonio archivistico e librario

 

Negli anni tra il 1998 e il 2001, De Mauro, nominato presidente del Comitato scientifico della Fondazione, promosse il riordino del patrimonio archivistico e librario che fino al suo intervento era costituito da un gran numero di libri, carte, lettere private, materiali d’archivio conservati in suggestivo disordine nell’appartamento di via Fratelli Ruspoli 2. Grazie all’intervento e ai consigli di De Mauro, una parte preziosa della memoria della storia letteraria del Novecento, costituita da circa seimila lettere indirizzate a Maria e Goffredo Bellonci è ora conservata nella Biblioteca Nazionale Centrale Vittorio Emanuele di Roma, (Carteggio Bellonci, A.R.C. 31). Il rapporto di Tullio De Mauro con la Fondazione si fece ancora più intenso nel 2002: nel novembre di quell’anno si svolse a Mantova il convegno internazionale in occasione dei cento anni dalla nascita di Maria Bellonci. De Mauro fu il moderatore della sezione “Narrare la storia: dal documento al racconto”, con interventi di Alessandro Barbero, Umberto Eco, Ernesto Ferrero, Enzo Siciliano, Domenico Starnone, Sebastiano Vassalli, per nominare solo alcuni dei relatori, e fu a capo del comitato scientifico che nell’occasione attribuì numerose borse di studio a giovani ricercatori italiani e stranieri.

 

Il tesoro dei romanzi

 

Forse proprio il contatto ravvicinato con i protagonisti della letteratura italiana del tempo convinse De Mauro, che nel 1999 aveva pubblicato il Grande Dizionario Italiano dell’Uso, il più ampio repertorio esistente dell’italiano contemporaneo, a preparare e a realizzare un progetto che aveva in mente da tempo, un vocabolario completo, una concordanza o thesaurus dei romanzi che avevano concorso negli anni al Premio Strega. L’idea, come De Mauro scrisse nella descrizione del progetto, nacque tra il 2002 e il 2003: «Eravamo già in vista delle celebrazioni del sessantesimo del Premio, assegnato per la prima volta nel 1947 […] Sapevamo che, se non tutto il meglio, certo una gran parte del meglio della prosa letteraria del Novecento è passata al vaglio del Premio ed è consegnata ai romanzi dei vincitori e di molti dei partecipanti. Fare dei romanzi un corpus, un insieme di testi trasposti su supporto elettronico, indicizzato e interrogabile attraverso le parole che vi appaiono, sembrava un modo non retorico di celebrare l’anniversario, rendendo un omaggio sia a quanto la migliore letteratura ha dato alla cultura italiana sia al significato ormai storico del Premio». Con la direzione del Primo Tesoro della Lingua Letteraria Italiana del Novecento, che ha racchiuso il primo corpus elettronico della letteratura italiana moderna in un dvd, vero e proprio   archivio dei cento romanzi italiani editi negli anni 1947-2007 (94.254 lemmi registrati e ordinati alfabeticamente, e accompagnati dai contesti in cui appaiono), Tullio De Mauro ha legato ancora di più il suo nome non solo alla Fondazione, ma al premio ideato subito dopo la fine della guerra da Guido Alberti e Maria Bellonci.

 

La Costituzione, bibbia laica

 

Altro episodio importante fu il Premio Strega speciale alla Costituzione italiana, consegnato il 21 giugno 2006, nel sessantesimo anno di attività della Fondazione, in coincidenza con i sessant’anni dall’inizio dei lavori dell’Assemblea Costituente. In quell’occasione, leggendo nella piazza del Campidoglio le motivazioni del premio, De Mauro ricordò le parole di Carlo Azeglio Ciampi, che aveva definito la Costituzione «la nostra Bibbia laica». Nel 2007, dopo la morte improvvisa di Anna Maria Rimoaldi, De Mauro fu nominato direttore della Fondazione e presidente del Comitato direttivo del Premio Strega , e nel 2013, alla morte di Antonio Maccanico, fu eletto anche presidente della Fondazione.

 

Riforme per la trasparenza

 

Si devono a lui alcune importanti riforme del regolamento del premio, tutte attuate nella direzione di una maggiore trasparenza: l’introduzione del limite di durata dei componenti del comitato (tre anni), con possibilità di un solo rinnovo per quelli scelti fra gli Amici della domenica e i vincitori del premio; altro importante cambiamento fu l’introduzione del numero fisso di dodici concorrenti per ogni edizione del premio e quindi della prerogativa del direttivo di selezionare la “dozzina” fra le candidature espresse dagli Amici della domenica, se queste sono in numero superiore (dal 2008, primo anno in cui la riforma è stata operativa, si è passati da 13 candidature a 19 dell’anno successivo, fino a raggiungere l’attuale media superiore a 25). Nel 2013 fu introdotto il voto elettronico, che sostituì il voto inviato per posta o tramite fax. Nel 2015 sono stati introdotti nella prima votazione, quella che definisce i finalisti, l’obbligo di assegnare tre preferenze ad altrettanti libri concorrenti (non più una sola) e il ripescaggio tra i finalisti del libro edito da una casa editrice medio-piccola che ha ottenuto più voti. Sotto la presidenza di De Mauro sono stati creati anche il Premio Strega Giovani, assegnato da una giuria di circa 500 studenti delle scuole secondarie di secondo grado in tutta Italia a uno dei candidati al Premio Strega; il Premio Strega Europeo, assegnato a un libro pubblicato in prima edizione in un paese dell’Europa e recentemente tradotto in italiano, e infine il Premio Strega Ragazze e Ragazzi, assegnato a due libri di letteratura per ragazzi da una giuria di alunni delle scuole elementari e medie.

 

La scuola e la lettura

 

Fin qui, una ricostruzione sommaria dell’impegno di De Mauro nel rinnovamento del più importante premio letterario per la narrativa italiana. Ma queste notizie di sapore burocratico sarebbero prive di senso se non si ricordasse che il grande linguista, oltre ad aver dedicato con generosità e passione molto del suo tempo all’organizzazione e al rinnovamento del premio, lo ha legato con determinazione ancora maggiore al mondo della scuola e al problema più generale della lettura. Tutto questo De Mauro lo ha fatto tenendosi lontano dalle polemiche e dalle battaglie suscitate ogni anno dal premio: osservatore ironico e indulgente delle debolezze umane, ma convintissimo che il premio Strega e la Fondazione Bellonci fossero mezzi efficaci per valorizzare e divulgare la letteratura e la lingua italiana (e per migliorare la cultura degli italiani).

 

*Valeria Della Valle ha insegnato Linguistica italiana alla Sapienza Università di Roma. Oltre a saggi sugli antichi testi toscani, sulla storia della lessicografia, sulla terminologia dell’arte, sulla lingua della narrativa contemporanea, ha pubblicato, insieme a Giovanni Adamo (con il quale dirige l’Osservatorio neologico della lingua italiana ILIESI-CNR), i volumi Neologismi quotidiani (Olschki 2003); 2006 Parole nuove (Sperling & Kupfer 2005); Neologismi. Parole nuove dai giornali (Istituto della Enciclopedia Italiana, 2008). Coordinatrice scientifica del Vocabolario Treccani (2008). Con Giuseppe Patota ha scritto numerose guide all’uso corretto e appropriato dell’italiano. Per ultimi, L’italiano in gioco; Viva la grammatica! La guida più facile e divertente per parlare e scrivere in buon italiano (2015, nuova edizione aggiornata); Senza neanche un errore. Come risolvere definitivamente i dubbi della lingua parlata e scritta (2016). Con Giuseppe Patota ha pubblicato anche Lezioni di lessicografia. Storie e cronache di vocabolari (Carocci, 2016). Nel 2014 ha scritto soggetto e testo del documentario Me ne frego! Il fascismo e la lingua italiana , e nel 2016 L’arma più forte. L’uomo che inventò Cinecittà, entrambi con la regia di Vanni Gandolfo e prodotti da Istituto Luce – Cinecittà. Nel corso degli anni ha pubblicato insieme a Luca Serianni e Giuseppe Patota varie grammatiche destinate alle scuole superiori. Le ultime due, Il bello dell’italiano e Italiano plurale sono state pubblicate da Bruno Mondadori Pearson nel 2015 e nel 2016.

Immagine: Alberto Moravia fotografato da Paolo Monti nel 1982 (Fondo Paolo Monti, BEIC)

Crediti immagine: Paolo Monti [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)]

 


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