06 maggio 2019

Il gruppo Incipit: l’alternativa c’è

In seguito alle discussioni del convegno su «La lingua italiana e le lingue romanze di fronte agli anglicismi» (Firenze, 23-24 febbraio 2015), i cui atti sono pubblicati nel libro digitale La lingua italiana e le lingue romanze di fronte agli anglicismi, a cura di C. Marazzini e A. Petralli (Firenze, Accademia della Crusca / goWare, 2015), si è formato un gruppo di studiosi e comunicatori, appoggiato all’Accademia della Crusca, che si è dato il nome di Incipit. Il suo obiettivo è quello di promuovere l’uso di forme italiane alternative agli anglismi che vengono introdotti nei testi pubblici italiani (leggi, documenti dell’amministrazione pubblica, articoli giornalistici). Oggetto delle riflessioni e dei suggerimenti di Incipit sono gli anglismi nella fase di introduzione in italiano (quando, cioè, l’accoglienza del forestierismo da parte della comunità italofona non è ancora consolidata: da qui il nome del gruppo, che si occupa, per l’appunto, dell’introduzione dei neologismi in fase incipiente); il pubblico di riferimento, ai quali Incipit indirizza i suoi suggerimenti, è quello degli operatori della comunicazione e dei politici; il mezzo con cui Incipit si rivolge all’opinione pubblica sono i comunicati stampa (in poco più di un triennio ne sono usciti 12, tutti reperibili nel sito dell’Accademia della Crusca, link). Il senso delle riflessioni di Incipit è ben chiarito da una risposta del Presidente della Crusca in un’intervista a Claudia Arletti di «Repubblica», del 18 aprile 2018 (link): per far reagire i parlanti di fronte all’accoglimento inerziale di anglismi «c’è solo una strada. Mostrare loro che esistono equivalenti italiani. Quando si parla di lingua, nessuno deve obbligare nessuno a fare niente. Ma far credere che non esistono alternative... Spiacente, non ci sto».

 

Dodici (e più) proposte di sostituzione

 

I dodici comunicati di Incipit hanno riguardato queste parole, che presento assieme alle soluzioni proposte: come alternativa a hot spots è stato indicato centri di identificazione (28 settembre 2015); per voluntary disclosure c’è collaborazione volontaria (20 ottobre 2015); per smart working, lavoro agile (1° febbraio 2016); per bail in, salvataggio interno (analogamente, per l’opposto bail out, salvataggio esterno; 8 febbraio 2016); per stepchild adoption, adozione del figlio del partner (ma, più radicalmente, è stata appoggiata la proposta di Francesco Sabatini di sostituire stepchild con la neoformazione configlio; 15 febbraio 2016); per whistleblower, allertatore civico (28 novembre 2016); per home restaurant, ristorante domestico (20 gennaio 2017); per caregiver, familiare assistente (23 marzo 2018); per cyber, ciber- (22 novembre 2018); per revenge porn, pornovendetta (4 aprile 2019). Inoltre, due interventi non si sono limitati a una singola espressione, ma hanno riguardato gli anglismi di origine aziendale che stanno invadendo i documenti universitari (17 giugno 2016) e il gran numero di anglismi, anch’essi di origine aziendale, di cui è infarcito un documento programmatico del Ministero dell’istruzione, che si occupa dell’educazione all’imprenditorialità (17 aprile 2018; quest’ultima presa di posizione ha suscitato una piccatissima reazione dell’allora ministra, sia pure in attività solo per gli affari correnti, Valeria Fedeli).

 

Concretezza

 

Nessuna di queste prese di posizione ha avuto l’effetto di «scacciare» l’anglismo, ma, in misura diversa da caso a caso ha sollecitato gli addetti ai lavori (almeno i più attenti) a confrontarsi con il problema. È significativo che il Servizio per la qualità degli atti normativi abbia dedicato uno dei suoi approfondimenti (link) proprio all’uso dei termini stranieri nei testi legislativi, con un esplicito riferimento all’attività di Incipit. E anche le critiche che insistentemente Licia Corbolante rivolge alle proposte di Incipit nel suo blog  Terminologia etc. (per esempio a proposito di lavoro agile; link), ristorante domestico (link) o revenge porn  (link) mostrano che gli interventi di Incipit rappresentano un contributo anche alla discussione polemica, ma concreta (cioè basata sui dati documentari, sulla semantica degli anglicismi introdotti, sulle potenziali alternative italiane) relativa agli anglismi che entrano in italiano.

 

«Il Tirreno» cauto con gli anglismi

 

Le proposte del gruppo Incipit sono state di volta in volta di tipo diverso. Nel caso degli hotspot (così spiegati dalla rivista «Internazionale»: «si tratta di centri già esistenti e attrezzati per identificare i migranti, che saranno ampliati. Le strutture permetteranno di tenere in stato detentivo i migranti per un periodo di tempo limitato. Negli hotspot la polizia italiana sarà aiutata da alcuni funzionari delle agenzie europee (…): gli agenti saranno impiegati per identificare i migranti che vogliono presentare richiesta d’asilo»), la proposta di centri di identificazione, espressione molto simile ai precedenti Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE), aveva il merito di aggirare l’opacità della denominazione hotspot, creata in perfetto politichese europeo, e mantenuta nel suo corrispondente italiano, altrettanto generico e opaco, presente nei documenti europei tradotti in italiano, punto di crisi. Nel caso di voluntary disclosuresmart working, revenge porn e, in parte, bail in è stato dato sostegno a forme alternative già in uso; nel caso di stepchild adoption si è optato per una denominazione analitica; per whistleblower, home restaurant, caregiver (e indirettamente per stepchild) è stata avanzata una proposta nuova, a volte (come nel caso di allertatore civico) appoggiata a modelli analoghi in uso in altre lingue romanze (l’affinità con le soluzioni di altre lingue romanze riguarda anche alcuni corrispondenti già in uso come lavoro agile o pornovendetta rispettivamente per smart working e revenge porn).

Se si ricercano nei giornali degli ultimi anni le ricorrenze dei forestierismi incipienti trattati da Incipit e delle soluzioni proposte, ci si accorge, innanzi tutto, che molti degli anglismi presentano un picco di utilizzo (che coincide con il momento in cui viene generata l’attenzione di Incipit), cui segue nei mesi successivi una diminuzione della loro presenza. Poi, è piuttosto comune che le espressioni già in uso e appoggiate da Incipit continuino ad alternarsi con una frequenza rilevante (anche se pur sempre minoritaria) con i corrispondenti anglismi; al contrario, hanno scarsa diffusione le alternative proposte autonomamente da Incipit. Infine, tra i quotidiani di cui possiamo interrogare con facilità l’archivio da una prospettiva lessicale, il più cauto nei confronti degli anglismi risulta essere il toscano «Il Tirreno».

 

Bibliografia

Adamo, Giovanni e Della Valle, Valeria (2018), Neologismi. Parole nuove dai giornali (2008-2018), Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana.

Marazzini Claudio e Petralli Alessio (2015), a cura di, La lingua italiana e le lingue romanze di fronte agli anglicismi, Firenze, Accademia della Crusca / goWare.

Zoppetti, Antonio (2017), Diciamolo in italiano. Gli abusi dell’inglese nel lessico dell’Italia e incolla, Milano, Hoepli.

 

*Michele A. Cortelazzo (Padova, 1952), allievo di Gianfranco Folena, è professore ordinario di Linguistica italiana e direttore della Scuola Galileiana di Studi Superiori dell'Università di Padova. Socio corrispondente dell'Accademia della Crusca, è presidente dell’Associazione per la Storia della Lingua Italiana (ASLI). Il nucleo fondamentale delle sue ricerche riguarda l′italiano contemporaneo, in particolare l'italiano istituzionale (politico, giuridico, amministrativo), quello medico, quello scientifico. In quest’ambito ha pubblicato nel 2016 nella collana curata dall’Editoriale L’Espresso e dall’Accademia della Crusca il libro Il linguaggio della politica. I suoi lavori scientifici più importanti sono stati riuniti in tre raccolte: Lingue speciali. La dimensione verticale (Padova, Unipress, 1990), Italiano d'oggi (Padova, Esedra, 2000), I sentieri della lingua. Saggi sugli usi dell'italiano tra passato e presente (a cura di C. Di Benedetto, S. Ondelli, A. Pezzin, S. Tonellotto, V. Ujcich, M. Viale, Padova, Esedra, 2012). Attualmente si occupa di similarità tra testi e di attribuzione d'autore: in particolare è stato impegnato a riconoscere le affinità tra le opere di Elena Ferrante e quelle di altri autori contemporanei.

 

Immagine: Villa medicea di Castello, sede dell'Accademia della Crusca

 

Crediti immagine: Avemundi [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)]

 

 


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