27 febbraio 2013

Tv, dalla lingua educativa alla lingua Educational

di Isabella Donfrancesco*
 
Fin dai suoi albori la televisione italiana si è posta il problema della didattica della nostra lingua. Con i primi programmi di una Rai fortemente improntata al servizio pedagogico, l’Italia degli anni Cinquanta faceva i conti con gli esiti del dopoguerra: analfabetismo adulto e una popolazione che aveva bruciato la stagione della formazione in un lungo e tragico conflitto bellico, dovendo affrontare infine l’emergenza di una complessa ricostruzione.
 
Diretto e frontale, il maestro Manzi
 
Fu prezioso il contributo della giovane televisione in bianco e nero: nasce infatti in questo clima l’antenato di tutti i programmi di didattica in tv. Il 25 novembre 1960, a ridosso del boom economico, debutta Non è mai troppo tardi dell’indimenticabile maestro Alberto Manzi. Dal lunedì al sabato, ogni giorno alle 19 sull’unico canale televisivo italiano, Manzi dà voce e volto a un metodo diretto e frontale che ha negli adulti analfabeti il suo primo target di riferimento e a questi restituisce idealmente gli anni persi della scuola e la dignità della firma. Non solo l’italiano, certo, ma tutte le discipline dell’obbligo scolastico del tempo sono proposte con un approccio scientifico che fa leva sull’iperbole del dubbio, suscitando curiosità per trovare risposte nella realtà che ci circonda e nelle parole che la descrivono.
Con questa proposta paradigmatica e innovativa Manzi dà seguito all’esperienza di Telescuola, la prima collaborazione editoriale tra la Rai e il Ministero della Pubblica Istruzione (1958) sfociata in un corso a distanza, con 1.626 punti d’ascolto su tutto il territorio nazionale. Nel 1961, la Rai, sempre in accordo con il Ministero della Pubblica Istruzione, tiene a battesimo i corsi della Scuola Media Unificata con 425 lezioni (fino al 1963), preziose anche per la formazione e l’aggiornamento degli insegnanti.
 
Divulgativo, il Professor Cutolo
 
Ma già dal 1954 una diversa proposta televisiva – questa volta ispirata alla pura divulgazione – parlava agli italiani in vena di dubbi linguistici: Una risposta per voi del dotto professor Alessandro Cutolo (in onda dal 1954 al 1956 e, dopo qualche anno, ripresa fino al 1968), aveva il compito di accendere curiosità di cultura generale tra i suoi telespettatori, rispondendo alle loro domande e sciogliendo i loro dubbi con arguzia elegante e originale. Il brillante e raffinato professor Cutolo tenne a battesimo con ironia la televisione divulgativa del tempo.
Quelle due eccellenti trasmissioni – Non è mai troppo tardi e Una risposta per voi – furono le matrici di tutti i programmi che nel tempo la Rai (e la televisione tutta) ha dedicato alla lingua italiana: se Manzi con il suo corso strutturato anticipava il lavoro del Dipartimento Scuola Educazione e dei canali tematici (prima satellitari e poi digitali) di Rai Educational, Cutolo, con la sua divulgazione di qualità, era il progenitore di molte rubriche che sulle tre reti generaliste della Rai e non solo hanno dato nel tempo risposte ai curiosi dell’italiano (quella di Giuseppe Patota e Valeria Della Valle per In famiglia, quella di Francesco Sabatini nella Mattina in famiglia di Rai Uno, oltre a molte fortunate esperienze radiofoniche, ecc.). Insomma, formazione a distanza e tematizzazione di servizio quella di Manzi, divulgazione quella di Cutolo: due modi attraverso i quali il servizio pubblico televisivo ha tracciato il suo piano di lavoro per la lingua italiana.
 
Parola mia , paroladi Beccaria
 
Le due vie trovarono nel tempo identità per rispondere ai loro target, sperimentando, rinnovandosi, intrecciando generi e stilemi di un mezzo – la televisione – sempre più smaliziato nei suoi linguaggi ed evoluto tecnologicamente.
In materia di divulgazione attraverso l’intrattenimento fu il gioco a quiz il più efficace veicolo dell’italiano su rete generalista: nel 1985 nasce Parola mia di Luciano Rispoli e di Gianluigi Beccaria (prima edizione in collocazione preserale su Rai Uno, ultima edizione nel 2001-2003 nella tarda mattinata su Rai Tre, sempre con cadenza quotidiana), un altro vero incunabolo televisivo. Sulla scia delle sue fortune sono creati in seguito altri format anche nelle reti commerciali che nel frattempo hanno allargato i loro orizzonti.
 
Rai Educational , Tema e Tempo
 
Mediaset affida a Gerry Scotti Passaparola nel 1999: intrattenimento leggero, stacchetti, gioco a premi e grammatica sono la formula per ricordare al pubblico della fascia preserale che l’italiano può essere gioco e rigore insieme.
Mentre i linguaggi televisivi si rincorrono da una proposta all’altra, Rai Educational, erede del Dipartimento Scuola Educazione, sperimenta programmi e nuove tecnologie dando vita a un vero laboratorio didattico. Alla fine degli anni Novanta nascono i canali satellitari originariamente denominati Edu 1 ed Edu 2, che marcano il passaggio al terzo millennio. Hanno trainato queste esperienze due programmi “ponte” ad alta densità tematica, Tema (di Enzo Golino) e Tempo: il primo con una forte attenzione all’italiano e una rubrica, “La parola tema”, coordinata da Tullio De Mauro e affidata a un gruppo titolato di studiosi della lingua italiana (Ignazio Baldelli , Maria Luisa Altieri Biagi, Luca Serianni, ecc); il secondo con una dichiarata vocazione storica rivolta alle vicende e ai volti del Novecento al tramonto.
 
De Mauro, schegge ipertestuali di Lemma
 
Ed ecco, tra il '98 e il '99, il primo lemmario ipertestuale pensato per il web e per la televisione (sia satellitare sia generalista) in un’architettura singolare: duecento parole prime scelte nel vocabolario di base e organizzate in cinque aree tematiche con otto famiglie di parole ciascuna e cinque lemmi per ogni famiglia semantica. È Lemma – navigare nelle parole, coordinato da Tullio De Mauro affiancato da un prestigioso cartello di studiosi. Lemma è un’ideale navigazione intorno a etimologie e significati di parole di uso primario, servite dal racconto parallelo delle immagini, quasi a ricomporre per schegge semantiche il tesoro infinito del secolo breve. Ne danno conto le 200 pillole televisive (una per ciascun lemma) della durata unitaria di cinque minuti trasmesse dal lunedì al venerdì su Rai Tre e raccolte in una lezione satellitare del linguista responsabile di ciascuna area tematica nella puntata da 30’ in onda ogni sabato; e ne dà conto il sito web, che ancora documenta le prime ed efficaci incursioni della Rai nel campo ipertestuale.
 
Io parlo italiano , lingua seconda
 
Come Lemma sperimentava l’ipertesto e il mondo del web, Calepio – tecnologie della lingua, in onda all’inizio del 2000 dallo studio virtuale 4 di via Teulada in Roma, intrecciava i temi della linguistica a quelli della più raffinata tecnologia televisiva, anche qui sotto la cifra autorale di Tullio De Mauro.
Il 2001 è l’anno del primo corso di italiano a distanza per stranieri adulti: Io parlo italiano, nato dalla collaborazione tra Rai Educational, il Dipartimento per gli Affari sociali e i Centri territoriali permanenti, in accordo con i quattro Enti certificatori che mettono a punto una certificazione di base di italiano L2 ad hoc: le Università di Perugia Stranieri, Roma Tre, Siena Stranieri e la Società Dante Alighieri. Io parlo italiano accende oltre 500 punti di ascolto con una ventina di corsisti per ciascun centro. La Rai dota le scuole italiane collegate di parabole e tecnologie atte alla ricezione, e crea un sito con approfondimenti didattici, percorsi, un forum per tutor e corsisti, oltre a un prezioso registro elettronico per tracciare le attività e le competenze degli apprendenti.
 
Gli stranieri in classe, In Italia
 
Quell’esperienza permette di coltivare e raffinare l’ idea pionieristica che ricalcava in parte gli antenati di Manzi e Telescuola. Nascono così, negli ultimi anni, In Italia – l’Italia e l’Italiano per stranieri e Cantieri d’Italia, il primo da una collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il secondo da una collaborazione con il Ministero dell’Interno e l’Unione Europea. In entrambi l’acquisizione delle competenze linguistiche di italiano L2 si intreccia con i percorsi dell’orientamento civico e della conoscenza del territorio e della nostra Costituzione.
In Italia – l’Italia e l’italiano per stranieri esprime i requisiti fondamentali del servizio pubblico televisivo ed è, in questo senso, un progetto che discende direttamente dall’impronta lasciata dal maestro Alberto Manzi. Riportare in classe una platea di stranieri adulti che la vita ha tenuti lontani dai banchi di scuola, riaccendere i progetti dei nuovi cittadini riqualificando, creando presupposti per una serena integrazione al di fuori dell’emergenza: questi gli obiettivi delle quattro serie televisive in ottanta puntate modulari da mezz’ora in onda su canale tematico Rai Scuola 146 e in replica su Rai Uno, premiate da Confindustria con il Primo Premio Assoluto Areté per la comunicazione responsabile. Dei suoi contenuti ha dato conto Giuseppe Patota in un precedente intervento pubblicato su questo stesso sito ( La grammatica va in tivvù: dal maestro Manzi a casa Ba ), al quale naturalmente rinvio.
Ma a chi parlano questi contenuti? Non solo alla platea di adulti che frequentano i Centri territoriali permanenti nei corsi serali, con l’obiettivo di una certificazione di italiano L2 che dia smalto e riqualificazione ai loro progetti in Italia, ma anche al mondo della scuola, e in particolare a quei settecentoundicimila alunni stranieri – l’8% della popolazione scolastica – che frequentano le classi dell’obbligo: In Italia, infatti, pensato inizialmente per la formazione extracurricolare, si è andato consolidando nel tempo anche come strumento per il sostegno dei molti studenti stranieri nella scuola dell’obbligo.
 
Cantieri di lingua per i nuovi cittadini
 
Sul modello di In Italia e in concomitanza con l’entrata in vigore del test di lingua italiana A2 per i nuovi cittadini e dell’Accordo di Integrazione, Rai Educational ha varato nel 2010 un altro importante progetto per il Canale Rai Scuola 146 con il Ministero dell’Interno. Cantieri d’Italia – l’Italiano di base per costruire la cittadinanza è un prodotto integrato (tv tematica Rai Scuola , tv generalista, web con accessi anche da LIM e da tecnologia mobile) in 40 puntate di 30' ciascuna di un vero e proprio corso, due puntate speciali, 42 puntate “civetta" per l’emissione generalista e un portale con oltre 600 esercizi e molti approfondimenti.
Creato dallo stesso gruppo di lavoro che da anni dà vita a una linea editoriale specializzata, sotto la garanzia scientifica di Giuseppe Patota, Cantieri d’Italia declina i suoi contenuti didattici prendendo a pretesto gli sketch della "Compagnia dei cantieri", una compagnia di stranieri che mette in scena le situazioni e le occasioni della nostra quotidianità.
 
Rai Educational e il Portale della lingua italiana
 
Tutti fruibili su più piattaforme, requisito fondamentale delle offerte del laboratorio Rai Educational e in prima istanza dei prodotti di Rai Scuola, questi progetti si incamminano oggi verso una ridefinizione sistematica crossmediale: un grande portale della lingua italiana al servizio della scuola e dei cittadini. Intrecciando linguaggi e tecnologie con la domanda di una società in evoluzione, le nuove frontiere della comunicazione globalizzata danno luogo a un’offerta didattica versatile e con infinite possibili declinazioni.
 
Bibliografia e sitografia selettive
 
Gabriella Alfieri, La lingua della televisione, in AA. VV., Lingua e identità. Una storia sociale dell'italiano, a cura di Pietro Trifone, Roma, Carocci, 2006, pp. 163-185.
 
Paola Guidotti, Elisabetta Mauroni, La divulgazione scientifico-culturale, in AA. VV., Gli italiani del piccolo schermo, a cura di Gabriella Alfieri e Ilaria Bonomi, Firenze, Cesati, 2008, pp. 97-166.
 
Quadro comune europeo di riferimento per le lingue: apprendimento, insegnamento, valutazione , Firenze, La Nuova Italia, 2002.
 
Michele Sorice, Lo specchio magico. Linguaggi, formati, generi, pubblici della televisione italiana, Roma, Editori Riuniti, 2002.
 
Per datazioni e collocazioni dei programmi si confronti L’Universale – La grande Enciclopedia Tematica (in collaborazione con Le Garzantine), Televisione, a cura di Aldo Grasso, 2005/06.
 
 
 
 
*Isabella Donfrancesco si è laureata in Lettere moderne presso l’Università di Roma la Sapienza nel 1979 con una tesi in Letteratura italiana moderna e contemporanea. È autore e responsabile di programmi televisivi e crossmediali per la RAI, dove lavora dal 1987 occupandosi di progetti dedicati alla lingua e alla letteratura italiana. Tra le trasmissioni alle quali ha lavorato: Parlato semplice, Tema, Parola mia, Passione precaria, Scrittori per un anno, Tv Talk, Testimoni del tempo. Ha creato la linea editoriale di Rai Educational dedicata alla diffusione della lingua italiana, ideando e realizzando come autore e responsabile di progetto numerosi programmi, quali Lemma. Navigare nelle parole, Calepio. Tecnologie della lingua, Io parlo italiano, il primo corso di Italiano L2 per stranieri, In Italia. L’Italia e l’Italiano per stranieri, Cantieri d’Italia – l’italiano di base per costruire la cittadinanza. Si occupa di alcuni portali tematici della Rai, come il portale di letteratura e il portale della lingua italiana. Ha svolto per lungo tempo attività giornalistica ed editoriale, collaborando a quotidiani e periodici («L’Informatore librario», «Paese Sera», «Il Venerdì della Repubblica», ecc.) e firmando traduzioni e cure di numerose opere, quali Tutti i racconti di Edgar Allan Poe, Iberia di Arrigo Boito e Dopo Montale.
 
 

© Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata

0