27 febbraio 2013

La lunga marcia attraverso il web

di Mirko Tavosanis*
 
Il web ha effetti sui rapporti tra le lingue? La risposta a questa domanda non è del tutto chiara. Sembra probabile che l’esistenza del web rafforzi l’uso della lingua inglese come lingua franca internazionale, ma di sicuro il processo non è a senso unico. Le primissime pagine web, realizzate da Tim Berners-Lee tra le vacanze di Natale del 1990 e gli inizi del 1991, erano in inglese, e di sicuro tutti i primi testi web erano scritti in quella lingua. Negli anni successivi, però, un po’ alla volta le diverse lingue hanno cominciato a manifestarsi anche attraverso questo canale; è probabile che la diffusione di alcune di esse ne abbia beneficiato, e quella di altre no.
Di sicuro, un effetto collaterale di questo stato di cose è la facile disponibilità di materiale per studenti, docenti e semplici curiosi. Fino a pochi anni fa, in buona parte del mondo era estremamente difficile trovare libri scritti in italiano, per non parlare di giornali e periodici. Oggi, ovunque sia disponibile un buon collegamento di rete è possibile leggere le stesse pubblicazioni online che leggono i cittadini di Napoli o Milano.
 
Crusca via Twitter
 
Che cosa si intende, quindi, per divulgazione della lingua in questo contesto? Un tipo di divulgazione è senz’altro il portare la lingua a chi non la conosce già – come, per esempio, attraverso la creazione di corsi di lingua online. Un altro tipo consiste nel mettere a disposizione strumenti meno strutturati per migliorare, in vari modi, la conoscenza della lingua – e si potrebbero far rientrare in questa categoria anche le iniziative divulgative vere e proprie, che però oggi scarseggiano. Tra le novità più significative di questo secondo tipo, l’Accademia della Crusca ha da poco inaugurato un servizio di comunicazione e consulenza via Twitter : l’iniziativa è stata molto apprezzata, anche se il vuoto lasciato dalla chiusura dei forum della Crusca stessa nel 2005 è ancora sensibile.
 
Blog di alto livello
 
Su un altro piano, molti appassionati producono una vera e propria divulgazione linguistica, a volte di alto livello. È il caso, per esempio, del blog Terminologia etc. di Licia Corbolante, che presenta in forma chiara argomenti complessi che non sfigurerebbero in molti corsi universitari.
 
Corsi di lingua e formazione
 
L’unica organizzazione che ha lo scopo esclusivo di diffondere la lingua e la cultura italiana via Internet è il Consorzio ICoN , un ente senza fine di lucro costituito da 19 università italiane che opera in convenzione con il Ministero per gli Affari Esteri. Essendo lo scrivente anche il direttore del Consorzio, non sembra però opportuno parlare qui delle attività da esso erogate, al di là del loro semplice elenco: un Corso di Laurea triennale in Lingua e cultura italiana per stranieri, quattro Master su argomenti pertinenti alla lingua e alla cultura italiana (Didattica della lingua e della letteratura italiana, Traduzione specialistica inglese > italiano, Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano all’estero, Comunicazione pubblica e politica online), corsi di lingua per i diversi livelli del Quadro Comune Europeo di Riferimento (sono adesso in linea, realizzati da docenti delle Università consorziate, i corsi corrispondenti ai livelli A1, A2 e B1; gli altri sono in preparazione).
 
I siti bilingui degli Istituti italiani di cultura all'estero
 
Naturalmente, però, molte altre organizzazioni, pur non essendo dedicate solo a quell’obiettivo – a cominciare dalla Società Dante Alighieri , con la sua storia secolare – esercitano qualche tipo di attività su Internet, spesso molto significativa.
Al livello base, molte delle istituzioni principali per la diffusione dell’italiano all’estero dispongono di un livello di comunicazione web. Per esempio, il Ministero per gli Affari Esteri opera istituzionalmente per la diffusione della lingua attraverso vari canali, il più importante dei quali è forse quello degli Istituti Italiani di Cultura – ognuno dei quali, per fortuna, dispone oggi di un sito web per presentare le proprie attività, in italiano e nella lingua più importante per il paese di riferimento. Questi siti web, che seguono un modello standard, sono stati di recente oggetto di critiche in un editoriale del supplemento culturale «Domenicale»del «Sole-24 ore»; è indubbio, però, che abbiano un ruolo rilevante, in quanto punto di riferimento istituzionale per tutte le persone interessate, nel mondo, allo studio della lingua italiana. Nel confronto internazionale si deve tuttavia notare che l’attività svolta in questo modo è molto limitata, rispetto a quella di organizzazioni simili. Per fare un esempio, l’Istituto Confucio, creato recentemente dal governo della Repubblica Popolare Cinese, da un lato ricorre a una gestione centralizzata dei docenti, dall’altro affianca alla rete degli istituti e dei corsi in presenza tutta una serie di corsi e di strumenti di riferimento online.
 
Strumenti di riferimento online
 
Un limite significativo nella divulgazione è senz’altro dato dalla scarsità di strumenti di riferimento: dizionari, grammatiche, enciclopedie. Il sito Treccani, da solo, negli ultimi mesi ha coperto buona parte delle lacune grazie alla pubblicazione del testo completo dell’Enciclopedia dell’italiano: questi materiali di alta qualità, tuttavia, non sembrano ancora ben noti al grande pubblico (forse in conseguenza della modalità con cui sono presentati, non sempre intuitiva).
 
Pochi dizionari
 
Al di là del sito che ci ospita, però, i dizionari autorevoli consultabili via web sono pochissimi. Addirittura, quello di Tullio De Mauro, che la casa editrice Paravia aveva meritatamente reso disponibile in forma gratuita per lungo tempo, oggi non è più consultabile in rete, impoverendo ulteriormente il panorama.
In un altro settore, quello dei dizionari etimologici, la scopertura è quasi totale. Uno dei nomi più autorevoli dell’etimologia italiana, Michele Cortelazzo , ha recentemente lamentato il fatto che Wikipedia in lingua italiana contenga nelle proprie voci molte etimologie fantasiose riprese da una fonte improbabile, il Vocabolario etimologico di Ottorino Pianigiani (1907). La cosa sembra strana: in fin dei conti la lingua italiana ha oggi dizionari etimologici di altissimo livello, a cominciare dal Dizionario etimologico della lingua italiana Zanichelli (DELI), che lo stesso Cortelazzo ha contribuito a curare. Tuttavia il problema è che questi dizionari non sono consultabili in rete, in nessuna forma, e questo fa sì che il loro posto venga preso da opere fuori diritti come appunto il Vocabolario di Pianigiani, che dispone di un sito web dedicato. Anche in questo settore, insomma, c’è ampio spazio per iniziative innovative.
 
Letture consigliate
 
Barbara Turchetta, Il mondo in italiano, Roma-Bari, Laterza, 2005.
 
Stefania Spina, Openpolitica: il discorso dei politici italiani nell’era di Twitter, Milano, Franco Angeli, 2012.
 
Mirko Tavosanis, L’italiano del web, Roma, Carocci, 2011.
 
*Mirko Tavosanis (Karlsruhe, 1968) è ricercatore in Linguistica italiana all’Università di Pisa e direttore del Consorzio ICoN. Nel 2011 ha pubblicatoL’italiano del web (Roma, Carocci). Nel 2002 ha pubblicato un’edizione del manoscritto autografo delle Prose della volgar lingua di Pietro Bembo. Dal 2003 insegna nei corsi di studio in Informatica umanistica dell’Università di Pisa. Il suo blog personale è Linguaggio e scrittura .
 

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