20 dicembre 2015

Contrarre e comprendere: l'arte del riassunto

di Ugo Cardinale*

 

Nella società della rapida trasmissione della parola e della esternalizzazione della memoria si avverte il bisogno di rimettere a fuoco processi cognitivi e di memoria che rischiano di atrofizzarsi, i soli che ci consentono di cogliere e di restituire l'essenziale di ciò che sentiamo e di ciò che leggiamo. Questa è certamente la ragione per cui una vecchia pratica scolastica, ritenuta obsoleta o addirittura dannosa per la conoscenza e per la creatività, è ritornata alla ribalta: il riassunto.

 

Equivoci nel web

 

Innanzitutto però occorre sgomberare il campo da alcuni equivoci. Quando si cerca sul web la parola riassunto, spesso ci si imbatte in una serie di appunti, semplificazioni e volgarizzazioni di testi classici, proposti dai siti di supporto agli studenti e gabellati come surrogato (non avariato) dei testi originali: riassunto dei canti di Dante, riassunto dei Promessi sposi etc. Un'operazione questa dannosa in tutti i sensi. Non è certo questo il riassunto che può aiutare la pratica didattica. È vero che, se cerchiamo sul dizionario la definizione di riassunto, troviamo in primo luogo una formula di tipo tautologico («discorso che riassume»), che guarda il risultato e non entra nel merito del processo che sta dietro. E invece è dell'arte di riassumere che è importante parlare, di un'arte che si apprende con fatica: un'operazione organizzativa che mette in gioco la memoria a lungo termine e le capacità di comprensione profonda del testo di partenza per poter mettere mano a un nuovo testo che, pur in forma accorciata, ne conservi il senso e ne rispetti con umiltà la struttura che può variare secondo i vari tipi di testo.

 

Disgiunto dal commento

 

Quando negli anni Ottanta Umberto Eco, in un articolo su «L'Espresso» del 10 ottobre 1982, pronunciò L'Elogio del riassunto e affidò il compito di fornirne esempi a dodici noti scrittori, le sintesi di opere letterarie allora realizzate fecero emergere alcune ambiguità che la consegna poteva ingenerare. Infatti Italo Calvino nel dibattito seguito ne escluse molte, perché secondo lui il riassunto dovrebbe essere disgiunto dal commento: «non deve contenere giudizi di ordine critico». Questa precisazione è importante e permette di chiarire anche la lingua del riassunto, che non è il metalinguaggio astratto della critica. Le affermazioni fatte da Calvino in quell'articolo potrebbero ancora essere sottoscritte:«deve essere costituito da enunciazioni, pensieri e possibilmente parole contenute nell'opera da riassumere». Così come le conclusioni: «sono convinto che fare dei veri riassunti è un esercizio salutare tanto per i ragazzi che vanno a scuola quanto per i professionisti della scrittura, perché ci obbliga ad astenerci dalla facilità del lessico intellettuale e a osservare i testi dal di dentro prima di definirli dal di fuori».

 

Assomiglia al lavoro di traduzione

 

Riassumere è infatti un'operazione di scrittura (ma può avvenire anche oralmente) a dominanza referenziale, dettata da uno spirito filologico di fedeltà al testo di partenza che assomiglia al lavoro di traduzione e ne può avere la valenza didattica. Si potrà obiettare che mortifica la creatività, ma la creatività potrà essere messa in gioco con altre prove, che è preferibile tenere distinte. È un'operazione cognitiva diversa dalla parafrasi; muove comunque dalla stessa esigenza di comprensione profonda, ma si propone la riduzione, la contrazione del testo.

 

Narrativo per i bambini, argomentativo per i ragazzi

 

Riassumere non è però semplificare o fare una sforbiciata a caso. Non possono certo bastare, anzi sono fuorvianti, quelle regolette che circolano sul web come un ricettario, che prescrivono tra l'altro comportamenti discutibili che non potrebbero mai aiutare i ragazzi a migliorare la loro scrittura: crea frasi corte; elimina le parole troppo difficili; utilizza sempre lo stesso tempo verbale etc. In realtà l'arte di riassumere richiede capacità di astrazione - l'uso ad esempio di iperonimi - non ancora mature ai primi livelli di scolarità: può essere avviata fin dai primi passi, ma l'apprendimento richiede un percorso lungo anche in relazione alle differenze tra i vari tipi di testo. Si può cominciare dal testo narrativo, più vicino alla conoscenza intuitiva del bambino, insegnando a riconoscere le regole secondo cui è strutturato, le peculiarità dei tempi verbali e i connettivi che lo scandiscono, e a sfrondare le parti descrittive accessorie, le digressioni ridondanti. Ma è soprattutto il testo a prevalenza argomentativa (come il servizio o l'editoriale di un giornale o il breve saggio scientifico) a conferire alla pratica del riassunto un'importante valenza pedagogica soprattutto nella secondaria superiore. Il testo può essere letto avendo una precisa pista di lettura che consenta di trovare il piano dell'autore. Un testo argomentativo fin dalla introduzione enuncia infatti una tesi che verrà poi sviluppata nel corso dell'argomentazione, con il supporto di esempi, prove, argomenti. Chiedere di formulare tale tesi iniziale e di metterla alla prova attraverso la lettura globale significa avviare una prima lettura attiva, che consenta di tenere i fili della memoria. L'operazione più importante, dopo questo primo avvio, è l'analisi del testo attraverso indici di enunciazione, indici lessicali e attraverso la sua suddivisione in paragrafi come unità semantiche significative. Dare un titolo a tali paragrafi è il primo passo per arrivare alla realizzazione di un testo accorciato e contratto, che riproponga il piano originario. Sarà infatti la formulazione di questi titoli a mettere in pratica regole di riduzione come quelle indicate da T. van Dijk (1988), cioè operazioni di cancellazione, di generalizzazione e di costruzione di copioni. E non dimentichiamo che in Francia la contraction de texte è ritenuta esercizio così rilevante da costituire test d'accesso alle Grandes Écoles. Un buon suggerimento quindi per una riforma delle attuali prove d'esame alla ricerca di prove significative per la verifica della comprensione e della capacità di scrittura.

 

Bibliografia essenziale e testi citati

I. Calvino, Poche chiacchiere, in «La Repubblica», 22 ottobre 1982.

A. Colombo, La coordinazione, Roma, Carocci, 2012.

G. Lo Duca, Lingua italiana e educazione linguistica. Tra storia, ricerca e didattica, nuova ed., Roma, Carocci, 2014.

B. Mortara Garavelli, Il parlar figurato, Bari-Roma, Laterza, 2010.

M. Palermo, Linguistica testuale dell'italiano, Bologna, Il Mulino, 2013.

M. Prandi, L'analisi del periodo, Roma, Carocci, 2013.

L. Serianni, Leggere, scrivere, argomentare. Prove ragionate di scrittura, Bari-Roma, Laterza, 2013.

T. van Dijk, News as Discourse, Hillsdale NJ., Lawrence Erlbaum Associates, 1988.

H. Weinrich, La funzione del tempo nel testo, nuova ed., Bologna, Il Mulino, 2004.

R. Simone, G. Berruto, P. D'Achille (a cura di), Enciclopedia dell'Italiano (ENCIT), Treccani.it, 2010.

 

*Ugo Cardinale da tempo si è interessato della comprensione scritta (cfr. Ugo Cardinale, Giuliana Giachino, La lettura, Zanichelli, 1981) e della Linguistica testuale, diventata oggi un orizzonte teorico condiviso anche per lo studio della scrittura giornalistica (cfr. Ugo Cardinale, Manuale di scrittura giornalistica, Utet Università, 2011). Le sue ricerche in ambito didattico hanno toccato l'insegnamento dell'italiano (cfr. la curatela dei due libri collettivi: Insegnare italiano nella scuola del Duemila, Unipress 1999 e A scuola d'italiano a centocinquant'anni dall'unità, Il Mulino 2011), e, in particolare, lo studio del lessico (cfr. M. Cortelazzo, U. Cardinale, Dizionario Antologico dell'Italiano Fondamentale, Rubbettino 2012). Accogliendo i suggerimenti pedagogici di Luca Serianni, ha elaborato il libro L'arte di riassumere. Introduzione alla scrittura breve ( il Mulino 2015), che contiene vari esempi di contrazione di testi giornalistici di rilevanza storico-culturale, proposti come prova di scrittura documentata in grado di evidenziare con efficacia capacità cognitive e competenze linguistiche.

 

Immagine: Blocchi di Lego

 

Crediti immagine: Ypiyush22 [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)]


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