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#EsperienzaProtezioneFuturo

Cambia il tuo concetto di sicurezza.

La sicurezza è la condizione di chi sente di essere al riparo dai pericoli o che, comunque, si trova in una situazione che dà la possibilità di prevenire, eliminare o rendere meno gravi danni, rischi, difficoltà, evenienze spiacevoli

Treccani, in collaborazione con Area X - Intesa Sanpaolo Assicura, propone un viaggio multimediale nell'universo semantico della sicurezza, fatto di approfondimenti, video e molto altro!

🎤 E guarirai da tutte le malattie, perché sei un essere speciale, ed io avrò cura di te. Franco Battiato, La cura

La cura è un’attenzione costante, che impegna sia il pensiero sia le attività, dedicata a un lavoro, a una passione, agli affetti (dedicare ogni c. alla famiglia, ai propri interessi; avere c. della propria persona); la cura si esprime anche con il riguardo e la cautela che si rivolgono alla custodia di qualcosa di prezioso (conservare con c.) o con l’impegno e la diligenza che si mettono in un lavoro (lavorare con molta c.; indagare con la massima c.) o nell’insieme delle premure che si usano nei confronti di persone di cui si è responsabili (cure affettuose, materne; affidare i figli alle cure di un buon maestro).

Cura è anche l’attività che serve a gestire qualcosa in modo efficace (la c. della casa; le cure dello stato) o, in senso concreto, l’oggetto delle proprie attenzioni, del proprio attaccamento (l’unica sua c. è la famiglia; non ha altra c. che lo sport). In senso più ristretto, la parola indica tutto ciò che serve a migliorare le condizioni di salute (la c. dei tumori; c. dimagrante; un nuovo metodo di c.; prescrivere una c.; seguire scrupolosamente la c.; una c. efficace, miracolosa; c. naturale, alternativa); una cura può quindi essere l’uso di un rimedio da parte di un malato (fare una c. di antibiotici) o anche la prestazione di un medico (avere un malato in c.; affidarsi alle cure di un medico).

 

📖 sotto la protezione di queste benefiche stufe e d’un mantello... posso assicurar senza iperbole ch’io non sono informato de’ rigori dell’inverno (Metastasio)

La protezione è l'azione protettiva rivolta verso obiettivi particolari e svolta attraverso enti, associazioni o apposite leggi statali. In particolare, la p., o tutela, del lavoratore difende i diritti di chi offre un servizio lavorativo, sotto il profilo economico, fisico e morale, garantendone la dignità e la salute. In Italia, essa è garantita dalla Costituzione e dalle leggi sul lavoro.

La protezione del consumatore, invece, riguarda la difesa degli interessi dei cittadini in quanto fruitori di beni e servizi per uso privato, per quanto concerne, per es., la sicurezza e la qualità dei prodotti, le indicazioni di prezzo o la pubblicità ingannevole, come specificato nel 1973 dalla Carta europea di protezione dei consumatori.

onlife 1. s. f. inv. La dimensione vitale, relazionale, sociale e comunicativa, lavorativa ed economica, vista come frutto di una continua interazione tra la realtà materiale e analogica e la realtà virtuale e interattiva. 2. agg. Detto di un’esperienza, attività e simili avuta o fatta tramite una costante connessione online; usato anche in funzione avv.le. ♦ Cosa significa essere umani nell'era digitale? La domanda non è così scontata, se a un gruppo di ricercatori guidati da Luciano Floridi (il padre della filosofia dell'informazione), sono occorse più di duecento pagine per metterla a fuoco. È l'Onlife Manifesto, disponibile liberamente in copyleft presso il sito di Springer: una serie di tesi sul modo in cui la tecnologia delle comunicazioni ha cambiato la nostra vita. Alla base sta appunto il riconoscimento dell'esperienza onlife – online e vita – dove dicotomie scontate come quelle fra reale e digitale o umano e macchina non sono più sostenibili in maniera nitida. Partendo da questa intuizione, il volume si interroga su argomenti attualissimi come la disponibilità sempre maggiore di informazioni (e tutto quello che ne viene in termini di gestione, occultamento, diritto alla privacy...), la responsabilità sempre più “liquida” e divisa fra strumenti e persone (come si distribuisce la colpa nel caso di un'uccisione tramite drone?), le possibilità della partecipazione politica via piattaforme digitali, eccetera. (Giorgio Fontana, Sole 24 Ore.com, 25 febbraio 2015, Cultura) • - Siamo ben equipaggiati per affrontare le nuove sfide? - Molti paesi, purtroppo anche l’Italia, non lo sono. Manca una seria cultura del digitale, cioè il know-how, ma anche un certo disincanto. Altri paesi sono più avanti di noi, il digitale rientra nell’ordinario, non fa notizia. Come se lo facesse possedere un’automobile. La maggior parte della popolazione è abituata a fare shopping e petizioni online. Vive onlife, una vita che non distingue più tra online o offline. (Luciano Floridi risponde a Tito Parrello, Treccani.it, 12 aprile 2016, Atlante) • Viviamo in un mondo in cui sistemi d'intelligenza artificiale (IA) svolgono sempre più attività al posto nostro, e spesso meglio di noi. Come pesci nell'acqua, le tecnologie digitali sono i veri nativi dell'infosfera, uno spazio a loro connaturale, in cui nuotano liberamente. Mentre noi, organismi analogici, ci immergiamo nell'infosfera come se fossimo sommozzatori, cercando di adattarci a questo nuovo ambiente, fatto di esperienze online e offline, vivendo spesso in un'ibrida "onlife". (Luciano Floridi, Repubblica, 21 maggio 2017, p. 50, Robinson).
Neologismo d’autore, creato dal filosofo italiano Luciano Floridi giocando sui termini online (‘in linea’) e offline (‘non in linea’): onlife è quanto accade e si fa mentre la vita scorre, restando collegati a dispositivi interattivi (on life).

backup ‹kp› s. ingl. (propr. «sostegno, rinforzo»), usato in ital. al masch. – In informatica, procedura con la quale si realizza una copia di sicurezza (detta anch’essa backup o copia di b.) di un certo insieme di dati: la biblioteca conserva su nastro magnetico il b. degli schedarî informatici contenuti nell’elaboratore centrale.

La procedura di backup è l'attività che ci permette la registrazione e memorizzazione delle operazioni, al fine di disporre di informazioni sufficienti a ricostruire quanto è andato perso, nel caso in cui le operazioni non vadano a buon fine o si distruggano parte dei dati. 

Invece, è detto sistema di backup quel sistema che, generalmente ridondante, è tenuto a disposizione per rimpiazzarne un altro che potrebbe andare fuori servizio.

 

scopèrta (ant. o poet. o region. scovèrta) s. f. [femm. sostantivato di scoperto, part. pass. di scoprire]. – 1. Lo scoprire, l’essere scoperto. In partic.: a. Acquisizione alla conoscenza e all’esperienza umana di luoghi, nozioni, fatti, oggetti, o anche di leggi, proprietà scientifiche, e sim., prima ignorati (per la fondamentale differenza tra scoperta e invenzione, v. invenzione, n. 1 a): la s. di un’antica città persianala s. di nuove terrela s. del continente americanol’epoca delle grandi s. geografiche, l’ultimo Quattrocento e il primo Cinquecento; la s. della gravitazione universalela s. di una nuova fonte energeticadi un nuovo giacimento petroliferola s. di un codicedi nuovi testidi un gruppo di papiri; con sign. concr., ciò che viene acquisito alla conoscenza e all’esperienza umana: una s. di notevole importanzauna s. rivoluzionaria nel campo della biologiadella medicinalo scienziato ha illustrato in un convegno la sua recente scoperta. In tono iron., con riferimento a cose note o evidenti che vengono presentate come nuove o geniali: che s.!grazie della s.!hai fatto proprio una bella s. (anche, più brevemente, bella s.!); analogam., fare la s. dell’acqua caldab. Più genericam., il fatto di venire a conoscere ciò di cui si era all’oscuro, che non si sospettava e sim.: la s. di un segretodella veritàla s. di una congiuradi un complottodi un tentativo di colpo di statola s. del tradimento del marito l’ha fatta piombare in una crisi profonda; anche, il trovarsi improvvisamente di fronte a una realtà nuova: fu per lui la s. di un nuovo modo di viverela s. in sé di un nuovo sentimento lo turbòla s. della ingratitudine umana lo amareggiò profondamentec. Individuazione di persone e fatti, casuale o scaturita da una ricerca, da un’indagine: le impronte digitali lasciate sull’arma del delitto hanno portato alla s. dell’assassinola s. di una banda di criminalidi un’organizzazione mafiosadi un covo di terroristi; per estens., il fatto di individuare, riconoscere e segnalare qualità e meriti, spec. artistici, fino allora ignorati o trascurati: la s. di nuovi talenti in campo musicalela s. di Svevo è in gran parte merito di Joyce2. Con accezioni specifiche: a. ant. Nel linguaggio milit., esplorazione, ricognizione, soprattutto nella frase fare la s., compiere un’esplorazione; e con lo stesso sign., ma in senso estens.: fatta la scoperta, [i bravi] non s’eran più lasciati vedere (Manzoni). b. Nel linguaggio marin., servizio di s., servizio di avvistamento di navi o aerei, fatto da semafori, stazioni di vedetta, navi, aerei; segnali di s., quelli relativi a tale servizio (in tempo di guerra hanno la precedenza assoluta). Apparecchi di s., dispositivi, quali binocoli, idrofoni, radar, per l’avvistamento di ostacoli, navi e aerei; per i radar, si parla, a seconda della portata, di s. lontana e di s. vicina3. Con il sign. proprio e materiale indicante l’atto, il fatto di scoprire, di togliere cioè una copertura, è raro e usato quasi esclusivam. nella tecnica mineraria con riferimento all’operazione di asportare lo strato sterile superficiale che ricopre i giacimenti affioranti.

empatìa s. f. [comp. del gr. ἐν «in» e -patia, per calco del ted. Einfühlung (v.)]. – In psicologia, in generale, la capacità di comprendere lo stato d’animo e la situazione emotiva di un’altra persona, in modo immediato, prevalentemente senza ricorso alla comunicazione verbale. Più in partic., il termine indica quei fenomeni di partecipazione intima e di immedesimazione attraverso i quali si realizzerebbe la comprensione estetica.

esperiènza (ant. esperiènziasperiènzasperiènzia) s. f. [dal lat. experientia, der. di experiri: v. esperire]. – 1. a. Conoscenza diretta, personalmente acquisita con l’osservazione, l’uso o la pratica, di una determinata sfera della realtà: averenon avere edi una cosaacquistare e.; edella vitadel mondodegli uominidell’animo umanoNon vogliate negar l’esperïenzaDi retro al soldel mondo sanza gente (Dante); I secoli d’ignoranza medesimi ... servono d’istruzione e di sperienza ai secoli illuminati (Beccaria); imparareintenderesapereconoscereparlare per e., per prova direttamente fatta o subìta; si vede per esperienza ne’ nostri tempi quelli principi avere fatto gran cose che della fede hanno tenuto poco conto (Machiavelli); fare esperienza (di qualche cosa), provare direttamente: ne ho fatto io stesso dolorosa esperienza. Più in partic., nel linguaggio filos., tipo di conoscenza fornita dalle sensazioni o comunque acquisita per il tramite dei sensi (spesso polemicamente considerata certa, indubitabile, contro le astrazioni e le congetture della speculazione e della pura teoria): verità confermata dall’e.; opinione fondata sull’e.; giudicare al lume dell’e.; eesterna, la percezione degli oggetti e dei fatti a noi esterni; einterna, percezione degli stati e dei moti interiori della coscienza; ecomune, quella spontanea, senza regole, mossa dagli impulsi; escientifica (o metodica), quella che nell’osservazione dei fatti applica regole fornite dalla ragione; in teologia, ereligiosa, l’apprensione immediata e diretta, per così dire il «contatto» che l’uomo, in quanto religioso, ha col divino, e quindi anche l’apprensione dell’azione di Dio nell’anima, nonché dell’aspirazione e dei movimenti di questa per giungere all’unione con Dio. b. Conoscenza della realtà pratica considerata nel suo complesso: persona di moltadi poca e.; quindi, somma delle cognizioni acquisite con l’osservazione e il contatto diretto della vita nei suoi molteplici aspetti: è un vecchio ricco, o pienod’e.; giovane senza e., privo d’e.; i frutti dell’e.; l’edimostra che ... c. Contenuto di conoscenza umana considerato dal punto di vista delle modificazioni psicologiche e culturali che esso determina nello sviluppo spirituale di una persona: eartisticheesteticheintellettualiletterariepolitiche, ecc.; bramosoassetato di sempre nuove e.; ogni pagina che scrive è per lui una nuova esperienza. Anche in senso più concr. e oggettivo, con riferimento a fatti precisi che sono stati materia di conoscenza diretta, di nuove acquisizioni: raccontare le proprie edi guerradi vita sul mareuna donna che ha fatto, o che ha avutole sue e., alludendo ad avventure amorose; eprematrimoniali, rapporti sessuali avuti prima del matrimonio. 2. a. Nel linguaggio scient., la prova di un principio, di una teoria, di una legge, ottenuta per lo più in laboratorio col riprodurre un fenomeno al fine di mostrare le relazioni di dipendenza tra cause ed effetti: esperienze di fisicadi chimica, ecc.; esperienze di laboratorio. In fisica nucleare, ecritica, in un reattore nucleare di ricerca, operazione consistente nell’aumentare gradualmente gli elementi di combustione, sino a raggiungere le condizioni di criticità, rilevabili con adatti strumenti. b. Con senso più generico, esperimento, prova: fannogli fare la sperienza da ritrovarlo [= il sortilegio per ritrovare il porco «imbolato»] con galle di gengiovo e con vernaccia (Boccaccio); tentare un’esu una persona o una cosa, farne l’oggetto di un particolare esperimento, per avere la dimostrazione pratica di ciò che si vuol sapere o provare. ◆ Dim. spreg. esperienzùccia.

quotidiano (letter. cotidiano) agg. e s. m. [dal lat. quotidianuscotidianus, der. di quotidie o cotidie «ogni giorno», comp. di quot «quanti» e dies «giorno»]. – 1. agg. a. Di ogni giorno, che si fa o avviene o ricorre tutti i giorni (sinon. quindi, in genere, di giornaliero): i pasti q.; il qlavoroprovvedere alle qnecessitànelle sue visite q.; le lotte qper la vitaè un qtormento; scherz., mi ha chiamato al telefono mentre stavo facendo le mie qabluzioni. In partic., pane q., nell’invocazione «dacci oggi il nostro pane quotidiano» del Pater noster (lat. cotidianus, con cui la Vulgata traduce nel Vangelo di Luca 11, 3, il gr. ἐπιούσιος che in Matteo 6, 11 è invece tradotto supersubstantialis, cioè «necessario a vivere»), parole intese spesso in un senso traslato, riferite cioè al nutrimento dello spirito; cfr. anche Dante, Purg. XI, 13, Dà oggi a noi la cotidiana manna, parafrasi poetica del passo del Pater noster, con riferimento alla grazia divina, cibo spirituale dell’anima (con altro uso estens., nel linguaggio corrente, provvedere al pane q., guadagnare il necessario per il sostentamento). Febbre q., tipo di febbre intermittente con attacchi febbrili che compaiono ogni giorno (talora sostantivato per ellissi, la quotidiana). b. fig. Abituale, usuale, e quindi normale, ordinario: il noioso tran tran q.; il modo di parlare q., la lingua q., dell’uso comune, corrente; mi spoglio quella veste cotidiana, ... e mi metto panni reali e curiali (Machiavelli). c. Che si pubblica tutti i giorni: stampa q.; periodici qe settimanalibollettinolistino q. (di borsa, ecc.). 2. s. m. a. Per ellissi di fogliogiornale, ecc., giornale che si pubblica tutti i giorni (tranne, a volte, il lunedì): qd’informazioneindipendentedi partitoi qdel mattinodella seraun qlocaleun qa diffusione nazionale; come titolo: «Il quotidiano». b. non com. Con valore neutro, ciò che appartiene alla vita di tutti i giomi: provvedere al q.; le necessitàla noiale miserie del quotidiano. ◆ Avv. quotidianaménte, ogni giorno, tutti i giorni: viene a trovarmi quotidianamente nel mio ufficiofatti di violenza che si ripetono quasi quotidianamente.

futuro agg. e s. m. [dal lat. futurus, part. futuro di esse «essere»]. – 1. agg. Che sarà o verrà in seguito; che, rispetto al presente, deve ancora avvenire: i secoli f.; la vita f. (in partic., quella dopo la morte, l’oltretomba); Ch’una favilla sol de la tua gloria Possa lasciare a la fgente (Dante); quando vaghe di lusinghe innanzi A me non danzeran l’ore f. (Foscolo); il dì futuro Del dì presente più noioso e tetro (Leopardi). Riferito a persona: il fdirettorela sua fsposa, ecc., che, cioè, tale sarà o si pensa che debba essere in seguito (con il sign. di «futuro sposo», talora sostantivato al masch., ma solo in usi scherz. o iron.: che cosa ne dice il tuo futuro?). 2. s. m. Il tempo che verrà o gli avvenimenti che in esso si succederanno: prevedereindovinarepredire il f.; leggere nel f.; pensare al f.; l’incertezza del f.; speranze per il f., ecc.; locuz. avv. in futuro, nel tempo avvenire.