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Tutte le parole che parlano di#icani

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🎤 Le Lomo, le Polaroid, l'immagine di sé che mette ansia Le finte ansie Giuro, non c'è posto nel mio cuore per un post in più su Facebook con Daniel Johnston alle quattro del mattino

“Post“ è un sostantivo inglese che, tradotto alla lettera, significa “posta, corrispondenza“. Nel linguaggio di Internet indica un messaggio (un articolo vero e proprio o un breve intervento) pubblicato in uno spazio pubblico come social network, blog, forum o altri luoghi di discussione che consentano agli utenti di lasciare messaggi (sono esclusi i sistemi di messaggistica privata come Facebook Messenger, WhatsApp o Telegram App).

Di un post (nello specifico, su Facebook) si parla in “Hipsteria“ de I Cani. La canzone racconta la storia di Caterina, giovane hipster romana.
Prima di tornare a “post“, facciamo un breve approfondimento su “hipster“: negli anni '40 e '50 negli Stati Uniti d'America questo sostantivo indicava giovani anticonformisti, amanti del jazz, attenti alle mode, disinteressati alla politica (descritti anche da Norman Mailer in un saggio del 1957). Nei primi anni Duemila, il termine si è diffuso molto anche in Italia, per indicare persone con le caratteristiche della Caterina raccontata da Niccolò Contessa in “Hipsteria“, animate da velleità artistiche, da un vago anticonformismo, accomunate dall'adesione a certi canoni estetici (il ritorno all'analogico delle Lomo e delle Polaroid, per esempio) e dal consumo di alcuni prodotti culturali, come i libri dello scrittore David Foster Wallace e il cantautore e artista Daniel Johnston (morto, purtroppo, lo scorso 10 settembre). Proprio a quest'ultimo è legato il post su Facebook a notte fonda che, questa volta, Caterina preferisce non fare (“Giuro, non c'è posto nel mio cuore per un post in più su Facebook con Daniel Johnston alle quattro del mattino“): Johnston, “guru sepolto della musica indie, schizofrenico, innocente tenerissima icona dei seguaci della melodia laterale“ (come l'ha descritto Marco Rossari) è stato uno dei punti di riferimento per la cultura hipster, eletto a simbolo di una sensibilità in lotta con un profondo disagio. Quello di Johnston è stato un disagio reale (era affetto da schizofrenia e disturbo bipolare) ben diverso da quello esibito dagli hipster (“le Lomo, le Polaroid, l'immagine di sé che mette ansia / le finte ansie“ e “tu fumavi ed ostentavi una malinconia / che male si intonava coi tuoi leggings fluorescenti“). Questo non significa che un personaggio come Caterina non provi una forma di sofferenza: come ha dichiarato lo stesso Niccolò Contessa in un'intervista, “il vero dramma esistenziale di tutti i personaggi del primo disco è quello di non essere all’altezza dei propri stessi desideri, di dover continuamente innestare un loro mondo ideale immaginario nel quotidiano del mondo reale in cui vivono“.

Se anche nel vostro cuore non c'è posto per un post in più su Facebook, speriamo almeno ci sia posto per la nostra playlist, la trovate su Spotify: bit.ly/TreccaniPlaylist

🎤 Il primo Natale che tornai a Roma in anticipo Non ero preparato alle tue zie di Firenze Mi ritrovai a pranzo che avevo già mangiato E i cugini avevano i nomi fuori moda dei nonni

"Pranzo" deriva dal latino "prandium", e indica il pasto di mezzogiorno, in contrapposizione a "cena", il pasto della sera. Se leggendo una vecchia traduzione di un classico della letteratura avete avuto qualche dubbio circa le abitudini alimentari dei protagonisti, sì, avevate ragione a essere confusi. Nell’uso elevato, di tradizione letteraria, si preferiva infatti chiamare "colazione" il pasto del mezzogiorno, riservando "pranzo" al pasto della sera. Tra i vari tipi di pranzo, si annoverano: il pranzo di gala, di cerimonia, di beneficenza; il pranzo di fidanzamento, di nozze; il pranzo d’onore, organizzato per festeggiare una persona; il pranzo ufficiale, in senso stretto quello offerto da un’autorità o da un pubblico rappresentante; il pranzo in piedi, a buffet; eccetera.

Il pranzo raccontato da Niccolò Contessa de I Cani non lascia spazio a dubbi: è un vero e proprio pasto di mezzogiorno e non è ufficiale in senso stretto (a meno che non si vogliano intendere i parenti di Claudia, la fidanzata del protagonista, come il corrispettivo di un'autorità), ma rappresenta comunque un momento importante nella vita del narratore ovvero il primo incontro con la famiglia della fidanzata. 
Il desiderio di fare una buona impressione è reciproco: se infatti il protagonista si sottopone "docile a una curiosità sincera e minuziosa, per quanto benevola"; poco dopo apprendiamo che la nonna di Claudia è entrata in camera della nipote interrompendo un momento di intimità e che la sua faccia era "di scusa più che imbarazzo", come a dire la consapevolezza di qualcosa che non doveva essere visto. Ed è a questo punto che l’autore ci fa fare uno scarto significativo: trasferisce infatti la faccia di scuse dalla nonna a un lui stesso più vecchio di quattro anni immortalato nell'atto di sorprendere Claudia, con cui la relazione è ormai terminata, insieme al suo "primo nuovo ragazzo".

Si può avere una faccia di scuse per molti motivi diversi. Il desiderio di fare una buona impressione può insomma nascondere abissi.

Se anche voi avete in programma un pranzo con la famiglia della vostra nuova ragazza o del vostro nuovo ragazzo (o se ieri sera avete visto qualcuno che non avreste voluto vedere), preparatevi a fare una buona impressione ascoltando la nostra playlist su Spotifybit.ly/TreccaniPlaylist

 

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🎤 Perché adesso la notte è finita e la luce è accesa E mi sveglio in un posto qualunque alle sette di sera Le gengive, la serotonina, tornare a casa Nel crepuscolo nero di tram e anziani in chiesa

La serotonina è un neurotrasmettitore sintetizzato nelle cellule del sistema nervoso e nel tubo gastrointestinale ed è abbondante anche nelle piastrine, sulle quali svolge un’azione aggregante. La serotonina svolge un ampio spettro di funzioni, sia nel sistema nervoso centrale sia in quello neurovegetativo, che derivano dalla sua capacità di agire simultaneamente da ormone e da neurotrasmettitore. Alterazioni della trasmissione serotoninergica sono presenti nella depressione, nell’ansia, nel disturbo bipolare e in alcune forme di demenza.

"Il posto più freddo" descrive una sensazione che, purtroppo, in tanti hanno provato nel corso della vita: una solitudine lancinante causata e acuita dalla rottura di una relazione amorosa. Il racconto si sviluppa nella tensione tra la consapevolezza dell'irreversibilità della fine dell'amore e la richiesta da parte del narratore di un gesto d'affetto, che sia "parlare con qualcuno di gentile" o un abbraccio che lo strappi a quella solitudine dalla quale sa non esserci scampo. Il disagio e la disperazione del protagonista si percepiscono ancora più nettamente nel ritornello, dove si fa cenno proprio a un'alterazione della serotonina, forse purtroppo acuita dall'uso di sostanze stupefacenti (deduzione possibile visto il riferimento al fastidio gengivale).

È domenica sera e siamo tutti le creature più sole su questo pianeta. Quindi facciamoci compagnia con la nostra playlist su Spotify: bit.ly/TreccaniPlaylist

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