Stato umano

GIUSEPPE SALOMONI

      L’uomo è nel mondo un corridore umano,
       e ’l cavalier che l’ammaestra è Dio,
       che, se talvolta gli si fa restio,
       col piè lo spinge in corso e con la mano.
5        E se talor precipitoso, insano,
       s’aventa ove ’l trasporta il suo desio,
       con duro fren, che di sua mano ordio,
       dal mortal precipizio il tien lontano.
       E se superbo calcitra e sdegnoso,
10        stancandolo per strade alpestri e felle
       nel maneggio si fa più rigoroso.
       Se poi gli scopre alfin sue voglie ancelle
       e corre seco al ciel, gli dà, pietoso,
       biade d’eternità, stalle di stelle.

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PARAFRASI

In questo mondo l’uomo è come un cavallo da corsa umano, e il cavaliere che lo ammaestra è Dio, che quando esso si rivela restio (a obbedire) lo sprona con il piede e con la mano. E se a volte si avventa con precipitazione e come impazzito dove lo porta la sua voglia, lui con il duro morso, che gli ha imposto di sua propria mano, lo tiene lontano dal precipizio mortale (del peccato). E se recalcitra, prepotente e irritato, portandolo per aspri sentieri di montagna fino a stancarlo diventa più severo nell’addestrarlo. Se poi alla fine riesce a sottomettere le sue tendenze ribelli e corre con lui fino al cielo, gli offre benevolmente un foraggio di eternità, e stalle fra le stelle.

COMMENTO

Giuseppe Salomoni ci è noto soprattutto per il fatto che l’ultimo verso di questo sonetto, con la visione immaginifica e il gioco di parole, è citato da Salvator Rosa nella satira La poesia come esempio del barocchismo più sfrenato e cervellotico. La bizzarria della metafora dell’uomo-cavallo e di un Dio cavaliere che sa domarlo, renderlo mansueto e portarlo in cielo è certamente innegabile. Si rileggano però altre sue composizioni, come La bella vecchia, sottotitolata dall’autore come “palinodia” (ritrattazione) e non semplicemente come “ode” o “canzone”: nel sottolineare la bruttezza dei capelli, della fronte, delle ciglia, degli occhi, della bocca, del seno, della mano, della gola di una donna irrimediabilmente invecchiata il poeta ne rivendica nel contempo qualcosa di attraente (“vecchia sei ma leggiadra”): nella seriosa e magniloquente ingegnosità delle immagini e dei concetti e nel tema stesso, abilmente double-face, sembra insinuarsi un tono arguto che sfiora un umorismo involontario, ma non troppo, e che diversifica la sua maniera, per il resto elegante ma fredda e poco ispirata, da quella - dichiaratamente, e purtroppo, più ‘seria’ - di altri poeti marinisti del suo tempo.

Scelta, parafrasi, commento e note bio-bibliografiche a cura di Gigi Cavalli


BIO AUTORE
Giuseppe Salomoni (Udine? 1570-1626), poeta marinista, in relazione col grande modello e amico di Ciro di Pers, è autore di Rime, pubblicate in parte nel 1615 e, complete, nel 1626; nell’edizione postuma del 1647 si dice che appartenne all’Accademia degli Sventati con il nome di Sano. Per il resto di lui si sa ben poco.
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