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La terapia del morbo di Alzheimer

Camillo Marra
È prevalentemente sintomatica: negli ultimi 10 anni si è tentato soprattutto di ristabilire nel cervello dei malati di Alzheimer adeguate quantità di acetilcolina con alcuni farmaci inibitori della colinesterasi. Infatti, il neurotrasmettitore più coinvolto nelle fasi iniziali del morbo è l’acetilcolina, di cui i pazienti presentano un grave deficit a livello di alcuni nuclei che si trovano nel basal frontal brain. Si tratta di nuclei che perdono neuroni e diminuiscono le afferenza colinergiche alle zone ippocampali.
Altro tentativo terapeutico riguarda i farmaci che intervengono su altri neurotrasmettitori, come i farmaci che agiscono inibendo i recettori NMDA con funzione eccito-tossica.
Ma qual è il farmaco ideale? Quello in grado di bloccare il processo neuropatologico che è alla base della malattia, cioè la deposizione di betamiloide e lo sviluppo di neurotossicità. Allo stadio sperimentale esistono farmaci in gado di bloccare gli enzimi produttori di amiloide, ma anche farmaci antinfiammatori e altri capaci di fermare meccanismi ossidativi forse causa dell’innesco della malattia.
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