695

Nonne d’Italia in cucina - Padellaccia di interiora di maiale

Daniele De Michele
Il cibo è un concentrato di memoria, salvaguardia di un patrimonio, rappresentazioni simboliche, prisma perfetto attraverso cui osservare e raccontare i mutamenti del mondo. Perchè raccontare una ricetta significa raccontare la storia di chi la racconta.

Come si può raccontare la cucina italiana? Il cibo è un linguaggio, è lo strumento attraverso cui si tramanda una storia, familiare, paesana, collettiva. Donpasta si è fatto invitare a pranzo da venti nonne, una per regione, gente comune di tutta Italia per un viaggio nelle cucine familiari della penisola. Un viaggio in tutte le regioni per parlare di ciò che si è salvato delle cucine popolari, di ricette che ancora oggi rappresentano il pregio e l’orgoglio della cucina italiana nel mondo, grazie alla memoria di queste persone. Ogni incontro una ricetta regionale, come sfondo di una conversazione più ampia che permette di raccontare l’Italia tutta, e capire cosa sia stato conservato dell’immenso patrimonio culinario e cosa rischia di perdersi e del perché si smarriscono.

Marche - Pesaro e Urbino - Sant’Andrea di Suasa
Graziella del Moro - Contadina
Il maiale era la salvezza, compagno sacro. Il giorno dell’uccisione era una gran festa e la padellaccia era il compendio del lavoro impegnativo di quella giornata particolare e sacrificale. Ciò che si mangiava quel giorno erano le interiora: cuore, polmone, lingua, fegato, in un soffritto di grasso, ovviamente. Una volta in campagna non si buttava niente, soprattutto le saporitissime interiora, ora non lo fa più nessuno e le interiora si buttano, ma Graziella conserva tutte le sane abitudini del mondo rurale.
© Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata
Vedi altri video della stessa sezione
354
1942
542
Ultimi Video
I piu' visti