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Le sorprendenti maschere di James Ensor

Antonio Russo
L’adolescenza dell’artista belga James Ensor (1860-1949) è avvolta da una conchiglia di merletti, pesci imbalsamati, armi, porcellane, stampe, libri, tutti oggetti che la nonna vendeva ai turisti nel negozio di Ostenda. “La mia infanzia, è ricca di magnifici sogni”, scriverà l’artista visionario, che nelle proprie tele raffigura l’assurdità dell’animo umano, soprattutto nelle celeberrime maschere e negli scheletri, cui si dedicò già a 23 anni. Rimase affascinato dalla luce del Mare del Nord, come accadde anche a Georges-Pierra Seurat, che raffigurò le spiagge di Grandcamp, Honfleur. Come gli impressionisti Ensor dipinse en plein-air. Del 1888 è la celeberrima Entrata di Cristo a Bruxelles, un’opera ritenuta scandalosa, ma che insieme con i disegni e acqueforti influenzò artisti come Paul Klee (1979-1940), gli Impressionisti tedeschi Emil Nolde (1867-1956), Ernst Ludwig Kirchner (1880-1938), e i Surrealisti. Fu anche scrittore, poeta e compositore. Le sue opere, tra cui molti inediti di collezioni private, sono in mostra nel Kunstmuseum di Basilea, curata da Nina Zimmer.
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