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I Macchiaioli

Francesca Dini
I macchiaioli sono gli artefici del movimento pittorico fiorentino della seconda metà dell’Ottocento. Si riunivano nel Caffè Michelangiolo, in via Cavour 21, già via Larga, cenacolo dove discutevano d’arte. Le loro tele presentano accentuazioni di chiaroscuro, colori dati a macchia, che liberano l’arte dall’accademismo e ingenerano una pittura di ‘impressione’ con semplici macchie di colore. Ne furono protagonisti Serafino De Tivoli (1825-1892, già esponente della Scuola di Staggia), Cristiano Banti (1824-1904), Vitale, detto Vito, D’Ancona (1825-1884), Giovanni Fattori (1825-1908), Vincenzo Cabianca (1827-1902), Giuseppe Abbati (1836-1868), Odoardo Borrani (1833-1905), Telemaco Signorini (1835-1901), Raffaello Sernesi (1838-1866), Adriano Cecioni (1836-1886). Il termine Macchiaioli fu coniato nel 1861 all’esposizione della Società Promotrice fiorentina.
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