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Mirò! Poesia e luce

Elvira Cámara López
“Lavoro molto nella direzione di un’arte concettuale, prendendo la realtà come punto di partenza, mai di arrivo” ha scritto Joan Mirò (1893-1983). Litografia, acquaforte, pittura su carta catramata su vetro, su tela sono le forme espressive dell’artista spagnolo che si rifanno a stili presi a prestito come l’impressionismo, il fauvismo, il futurismo o il cubismo, per poi passare negli anni Venti, a Parigi, al dadaismo e al surrealismo, al punto da essere considerato da André Breton “il più surrealista di tutti noi”. In ceramica realizzò tra gli altri opere di grande partata come, tra gli altri, Muro del Sole e il Muro della Luna (1955-1958) per la sede dell’UNESCO di Parigi, che gli valsero il Guggenheim International Arward di New York. Nel 1956 si stabilì definitivamente a Palma di Maiorca dove oggi sorge la Fundació Pilar i Joan Miró a Mallorca. Mise da parte il cavalletto per dipingere in terra camminando e stendendosi sulle tele spruzzate di colore rosso e blu sul carboncino nero tele Senza titolo.
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