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Oro e Argento

Sabine Söll-Tauchert
Se non fosse per il collezionista Basilius Amerbach (1533-1591), erede di Erasmo da Rotterdam (1466 o 1469-1536), non avremmo una delle più importanti collezioni di strumenti di oreficeria e di sigilli, che in genere venivano fusi nel passaggio tra orafi. Già Enea Silvio Piccolomini (1458-1464), Papa Pio II, nella prima descrizione di Basilea, dove si recò per il èconcilio scrisse «Queste chiese posseggono molte reliquie, che meritano grande venerazione… […]. Oro e argento, si vedono in grandi quantità, oltre a preziose pietre dure». Non manca il commento sugl’inviti tra le pareti domestiche: «l’argenteria viene portata in tavola in numero straordinario». Affermazione eccessiva, visto che negli inventari i manufatti per la tavola in argento sono menzionati dal XVI secolo: bicchieri e coppe dalle forme più strane. La mostra attualmente allestita nel Kirschgarten Museum, Museum für Wohnkultur, presenta 300 capolavori provenienti dalle importanti officine orafe di Basilea, Anversa, Delft, Norimberga, Münster. Presenta arredi liturgici, manufatti per le corporazioni, per le tavole imbandite, dalle posate alle teiere, caffettiere, cioccolatiere.
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