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Clima

Nicola Nosengo
Il concetto di clima non va confuso, come spesso avviene, con quello di tempo, di tempo meteorologico. Con la parola tempo si indicano in italiano, in meteorologia, le condizioni atmosferiche in un dato luogo in un dato momento o le loro variazioni in un breve periodo di tempo, nell’arco di qualche giorno. Clima viceversa indica la media del tempo meteorologico su un lungo periodo di tempo, tipicamente di decenni, di almeno 20-30 anni. Curiosamente, la parola clima deriva dalla radice greca che stava per inclinato, inclinazione, e la cosa ha senso perché il clima di una certa zona dipende fondamentalmente dall’inclinazione dei raggi solari. Proprio per questo si è sempre divisa la terra in zone climatiche, in aree climatiche corrispondenti tipicamente alla latitudine appunto, all’altezza sul globo e quindi all’inclinazione con cui sono raggiunte dai raggi solari distinguendo tra un clima artico particolarmente freddo, un clima temperato come quello della zona mediterranea fino ai climi tropicali ed equatoriali che vengono raggiunte dai raggi solari in modo diretto o quasi diretto. Alcune zone per esempio all’interno di golfi, all’interno di mari chiusi che possono avere delle caratteristiche climatiche un po’ diverse dalle altre alla stessa latitudine vengono designate come microclimi. In anni più recenti però la parola clima viene quasi regolarmente citata associata ad un’altra parola, che è cambiamento, e ad un’altra ancora, che è riscaldamento. Infatti, grazie alle ricerche scientifiche sull’evoluzione del clima, negli ultimi anni si è imposta all’attenzione l’idea che il clima sia mutevole, che il clima globale in particolare non sia sempre uguale a se stesso ma muti nel tempo. Qualche idea su questo l’abbiamo sempre avuta, basti osservare il fatto che in tempi molto recenti, fino più o meno al Settecento-Ottocento, l’Europa era stata interessata da una piccola era glaciale, da un raffreddamento che aveva portato per esempio l’Islanda a essere circondata dai ghiacci, e quindi l’evidenza che il clima nel tempo cambi c’era. Ma recentemente la scienza ha suggerito, e fondamentalmente dimostrato, che il clima al momento stia cambiando più rapidamente di quanto avvenisse in passato, stia cambiando nel senso di un riscaldamento, di un aumento medio della temperatura globale, e lo stia facendo in conseguenza delle attività umane, in particolare le emissioni industriali o quelle associate ai mezzi di trasporto. Da qui la nascita e l’affermazione di una disciplina, la climatologia, che studia appunto il modo in cui si modifica il clima e il modo in cui diversi settori, tra cui l’attività umana, lo influenzano, e cerca di suggerire anche dei modi per limitare questo fenomeno, arrestare il riscaldamento globale in particolare attraverso la riduzione delle emissioni inquinanti e la diffusione di forme di produzione di energia alternativa e rinnovabile.
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